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Libera nos a malo

Libera nos a malo

Per la salute, per il raccolto, per il futuro dei figli, per il ritorno a casa, per la prosperità, contro le calamità naturali, contro la guerra, contro la malattia. Lo sguardo al divino è una presenza costante nella nostra società post contadina, post industriale, post tutto, e assume il tono spaventato di una richiesta d’aiuto, della paura di non riuscire a coabitare il qui e ora, del fare i conti con l’imponderabile. È una religiosità che pesca a piene mani dalla semplice vita dei campi, si nutre di simboli e di riti, cerca nel pastore la guida per piegare una natura più matrigna che madre. Offre, infine, la speranza di vincere la morte, di sopravvivere alla consunzione del corpo.

Sono tantissimi i percorsi di ricerca offerti dalla devozione popolare. L’Ecomuseo ha iniziato, a partire dal 2013, promuovendo la conoscenza e le visite delle Sacre dimore. Nel nostro sito web sono disponibili le schede e la mappa di tutte le chiese.
Ora il cammino prosegue, senza pretese di esaustività, attraverso la suggestione delle immagini.
La mostra itinerante nei paesi dell'ecomuseo ci accompagna infatti in un viaggio volutamente non cronologico attraverso alcuni momenti di devozione pubblica, dove il dialogo con il divino da personale diventa collettivo, nei suoi segni, nelle sue presenze, nei suoi rituali, quasi ad amplificare la richiesta di sempre: “libera nos a malo”.

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