Editore: Ecomuseo della Valsugana
Pagine: 58
Anno: 2021
File: pietre2021web.pdf

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Recensione

Il territorio dell’Ecomuseo della Valsugana, dalle sorgenti di Rava al Brenta, è stato rinomato, fino alla seconda metà del Novecento, per l’abilità dei propri scalpellini, principalmente quelli di Villa, impegnati nell’estrazione e nella lavorazione degli ostici graniti di Cima d’Asta. Un mestiere che ha trovato i propri ultimi testimoni nella cooperativa attiva a Villa fino alla grande alluvione del 1966, quando il torrente Chieppena, da sempre riottoso nei propri argini, ha riversato in paese un autentico fiume di quei sassi che avevano fino ad allora garantito il pane a tante famiglie della zona. A ricordo della perizia degli scalpellini rimane il bel campanile della parrocchiale della Madonna della Mercede di Agnedo, eretto tra il 1881 e il 1895 su disegno di Eugenio Prati che ne sorvegliò personalmente la costruzione.

Pietre d’acqua, il simposio di scultura in granito quest’anno alla sua sesta edizione, vuole riannodare il filo di una tradizione perduta recuperando saperi antichi e restituendoli attraverso il linguaggio dell’arte. Il binomio che dà il titolo alla rassegna richiama la forza dell’acqua, che rappresenta il tratto distinitivo dell’Ecomuseo: nello stesso tempo fonte di ricchezza, forza generatrice che plasma la pietra e il territorio, sorella benevola che a volta può trasformarsi in matrigna crudele dell’uomo.

Seguendo un impianto ormai consolidato, cinque scultori hanno lavorato le pietre del Chieppena dal 24 giugno al 4 luglio. Le loro opere rimarranno lungo le sponde del torrente integrandosi nel paesaggio e costituiranno il nuovo tassello di un percorso che lo accompagna fino al Brenta: un piccolo museo a cielo aperto che vorremmo offrire allo sguardo di quanti ripercorreranno le nostre vie d’acqua, assieme al ricordo di chi seppe vivere il territorio ricavandone il necessario sostentamento con capacità e impegno tali da rappresentare una piccola eccellenza trentina.

Gli artisti dell’edizione 2021 sono: Paolo Apolloni, Luca Molinari, Paolo Dolzan, Andrea Voltolini e Julian Soardi.

Il maestro Hikari Miyata, ospite particolarmente gradito di questa edizione, ha progettato un giardino zen che ospita le opere realizzate dagli artisti giapponesi nell’edizione 2018.

La direzione artistica del simposio è curata da Paolo Dolzan.