Editore: Silvy Edizioni
Pagine: 176
Anno: 2012
File: TantisalutidallaValsuganawww.pdf
Link: Link Scheda nel Catalogo Bibliografico Trentino
Note: Stampa Litodelta

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Recensione

Oggi non si scrivono praticamente più cartoline: i modi di comunicazione sono altri, più personali e più veloci. Con loro è scomparsa una generazione di fotografi che nei diversi paesi era riuscita a trasformare anche i luoghi più improbabili in “paesaggi da cartolina”. E la loro fine ha trascinato con sé un pezzo di galateo che imponeva ad ogni viaggio o soggiorno l’obbligo dell’invio a parenti, amici, conoscenti – secondo le ferree regole della buona creanza – del fatidico “saluti e baci da...”. Romantici angoli riposti, scorci d’effetto o luoghi del tutto normali, come caffè, negozi, locande o la piazza della chiesa diventano testimoni di un viaggio o dispositivi del ricordo per parenti lontani, paesani emigrati che in quelle immagini ritrovano i luoghi dell’infanzia e del ricordo. E questo è ancora la cartolina: un dispositivo del ricordo, una traccia della memoria. Vi è in queste immagini un elemento oggettivo, impersonale, che è assente nelle fotografie di famiglia (se non in quelle “ufficiali” appunto: comunioni, diplomi, matrimoni, ...) che dà ai luoghi riprodotti il crisma della tipicità. Li fissa in una immagine riprodotta centinaia di volte che diventa il luogo canonico di quel paese o luogo. Guardare queste cartoline vuol dire immergersi in una Valsugana che non esiste più ma la cui immagine giunge ancora fino a noi come la luce di stelle spente da tempo.