Editore: Ecomuseo della Valsugana
Pagine: 4
Anno: 2014
File: STRIGNO_immacolataWEB.pdf
Note: Stampa Litodelta

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Recensione

La pieve dedicata a San Giovanni Battista sorgeva anticamente presso il castello d’Ivano, in un luogo che viene ancora detto il sagrado (il sagrato). Di questa chiesa il Tovazzi riporta il nome di un certo “Engelfrido arciprete di Ivano nell’anno 1202”. Ai primi del Quattrocento, con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale all’inizio del paese di Strigno, la parrocchia venne trasferita da Ivano a Strigno. La chiesa, dedicata alla Madonna e a San Zenone, per un certo periodo continuò a denominarsi “di Ivano”. Il Tovazzi riporta un certo Paulus Plebanus Ecclesiae Parochialis S. Zenonis de Strino de Ivano an. 1447 e un Ioannes Plebanus de Strigno an. 1474. Prima di allora Strigno, pur essendo un piccolo e povero villaggio, disponeva di una propria chiesetta, dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia, alla quale era annesso un cimitero che serviva per gli abitanti di Strigno e di Spera. Nel 1585, dalla relazione della Visita Pastorale del vescovo di Feltre Jacopo Rovellio si apprende che la chiesa già allora era considerata insufficiente a contenere tutta la popolazione – 2177 anime - e che non era ancora intitolata alla Vergine Immacolata, cosa questa che avverrà qualche decennio dopo nel corso del Seicento. Nel 1589 il pittore Paolo Naurizio dipinge per l’altare maggiore due tavole: la Madonna col Bambino sul calante di luna, prefigurazione dell’Immacolata Concezione, e San Zenone, quest’ultima perduta durante la Prima guerra mondiale assieme ad altre importanti opere d’arte.