Editore: Ecomuseo della Valsugana
Pagine: 2
Anno: 2013
File: sacredimoreweb.pdf
Note: Stampa Litodelta

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Recensione

Non ci sono notizie certe circa le origini della parrocchia presso Castel Ivano, se non ciò che il Montebello giudica una “lunghissima antichità”. La chiesa, ora scomparsa, era proprietà dei signori del castello e venne in seguito riconosciuta dalle autorità ecclesiastiche ed elevata a parrocchia per il popolo dei paesi soggetti alla giurisdizione di Ivano. Il castello godeva “giurisdizione civile e criminale col diritto della spada sopra Strigno, che ne era la capitale, e sopra gli altri villaggi della medesima parrocchia, che erano Ivano, Frazzena, Spera, Villa, Agnedo, Samone, Ospitaletto, Scurelle e Bienno; oltre Tesino e Grigno giurisdizioni aggiunte” (G.A. Montebello, Notizie storiche, topografiche e religiose della Valsugana e di Primiero, 1793). La parrocchia fu trasferita a Strigno tra il 1419 e il 1421. Il termine pievado (plebatus) venne usato nei documenti ecclesiastici, e in molti casi anche civili, per indicare gli otto comuni che formavano l’antica parrocchia di Strigno e sui quali si estendeva la giurisdizione del pievano. Almeno dal 1184, data di una bolla pontificia che ne conferma i possedimenti, e fino al 1786, il pievado, al pari del resto della Valsugana e del Primiero, apparteneva alla diocesi di Feltre, da cui fu staccato e aggregato a Trento per volontà dell’imperatore Giuseppe II. Già dal 1780 la pieve aveva assunto il rango di decanato, che manterrà fino al 2007 e da cui dipendevano anche le parrocchie di Pieve Tesino, Castello Tesino e Grigno. Sono molte le chiese del pievado, ciascuna carica di leggende, architetture e tesori artistici che hanno superato le prove dei secoli, delle guerre e delle catastrofi naturali per giungere fino a noi e offrirsi al visitatore che si incamminerà lungo uno fra i più suggestivi percorsi dell’Ecomuseo della Valsugana.