Editore: Ecomuseo della Valsugana
Pagine: 56
Anno: 2015
File: pietre_2015.pdf
Link: Link Scheda nel Catalogo Bibliografico Trentino
Note: Stampa Litodelta

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Recensione

Fino agli anni Sessanta del Novecento il territorio dell’Ecomuseo della Valsugana, dalle sorgenti di Rava al Brenta, è stato rinomato per l’abilità dei propri scalpellini, principalmente quelli di Villa, e più in generale della zona di Strigno e di Bieno, impegnati nell’estrazione e nella lavorazione degli ostici graniti di Cima d’Asta. Un mestiere che ha trovato i propri ultimi testimoni nella cooperativa attiva a Villa fino alla grande alluvione del 1966: la Società Anonima Lavorazione Pietra, anche società Anomina Lavorazione Granito.Nel pomeriggio del 4 novembre 1966 il torrente Chieppena, da sempre riottoso nei propri argini, ha riversato nell’abitato e nelle campagne di Villa un autentico fiume di quei sassi che avevano fino ad allora garantito il pane a tante famiglie della zona. La successiva meccanizzazione, unita alla nascita delle nuove industrie della valle, ha accompagnato la fine dell’esperienza cooperativa e l’oblio su un sapere antico. Oggi, a ricordo della perizia degli scalpellini, rimane il bel campanile della parrocchiale della Madonna della Mercede di Agnedo, eretto tra il 1881 e il 1895 su disegno di Eugenio Prati che ne sorvegliò personalmente la costruzione. Pietre d’acqua, il simposio di scultura in granito quest’anno alla sua seconda edizione, vuole riannodare il filo di una tradizione perduta recuperando saperi antichi e restituendoli attraverso il linguaggio dell’arte. Nove scultori hanno lavorato le pietre del Chieppena dal 4 al 16 settembre 2015. Le loro opere rimarranno lungo le sponde del torrente integrandosi nel paesaggio, oggetto a partire da quest’anno, di un intervento di recupero degli argini da parte della Provincia autonoma di Trento, e costituiranno un ulteriore tassello di un percorso che crescerà nel tempo: un piccolo museo a cielo aperto che vorremmo offrire allo sguardo di quanti ripercorreranno le nostre vie d’acqua, assieme al ricordo di chi seppe vivere il territorio ricavandone il necessario sostentamento con capacità e impegno tali da rappresentare una piccola eccellenza trentina.