Editore: Ecomuseo della Valsugana
Pagine: 2
Anno: 2017
File: giornatamemoria2017WEB.pdf
Note: Stampa Litodelta

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Recensione

Si calcola che siano stati 900.000 gli italiani e le italiane che, negli ultimi venti mesi della seconda guerra mondiale, si trovarono in territorio tedesco contro la loro volontà, privati della libertà, praticamente senza alcuna tutela: 650.000 internati militari (IMI), catturati dai tedeschi dopo l’armistizio; 100.000 civili precettati o rastrellati e inviati al lavoro coatto, che si aggiungono ad altri 100.000 connazionali, giunti in Germania negli anni precedenti (dal 1938 in poi) sulla base di intese governative tra Roma e Berlino, ma, già dopo il 25 luglio 1943, trattenuti contro la loro volontà dalle autorità nazionalsocialiste; infine, circa 40.000-50.000 deportati e rinchiusi per motivi politici o razziali o per punizione nei numerosi campi della galassia concentrazionaria nazista: campi di concentramento, di sterminio, di transito, campi satellite; campi di “rieducazione” al lavoro e campi di lavoro “normali”; prigioni, penitenziari, caserme. Queste cifre, generalmente condivise dalla maggior parte degli storici, esprimono soltanto un ordine di grandezza, la “contabilità” delle vittime del nazismo non può essere precisa: le fonti sono inevitabilmente incomplete, le dinamiche complesse, i destini individuali differenziati e non di rado contrassegnati dal “passaggio” da una all’altra categoria. Nel 2013 il Laboratorio di storia di Rovereto ha dato alle stampe “Almeno i nomi. Civili trentini deportati nel Terzo Reich. 1939-1945”, un volume che raccoglie 202 schede biografiche di trentini che hanno attraversato i cancelli dei campi di concentramento della Germania nazista. Da questa ricerca, per gentile concessione degli autori, è tratta la maggior parte del materiale pubblicato in questo poster, che riguarda in particolare le 31 schede dedicate ai deportati della Valsugana orientale e del Tesino.