La mappa di comunità

La mappa di comunità La mappa di comunità
04 Set
2016

Attraverso la mappa di comunità gli abitanti di un luogo hanno la possibilità di rappresentare il patrimonio, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni. Evidenzia il modo in cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro.

Viene in tal modo esplicitato un concetto “nuovo” di territorio, che non è solo il luogo in cui si vive e si lavora, ma che pure conserva la storia degli uomini che lo hanno abitato e trasformato in passato, i segni che lo hanno caratterizzato. Un luogo include memorie, spesso collettive, azioni e relazioni, valori e fatti numerosi e complessi che a volte sono più vicini alla gente che non alla geografia, ai sentimenti che non all’estensione territoriale.La nostra mappa individua nell’acqua (l’albero dell’acqua) il proprio tratto identificativo, l’elemento centrale per l’economia e la vita stesse della comunità: dai numerosi torrenti che discendono il Lagorai al Brenta che li accoglie nel fondovalle. A ciò si uniscono, traendo spunto da un’anonima filastrocca bislacca, i nomignoli nei quali i paesani si riconoscono da sempre, con una notevole dose di autoironia, capaci di mettere in luce vizi e virtù ma soprattutto conoscenza reciproca e legami profondi.Completano la mappa i segni di un’economia rurale ancora viva e orgogliosamente legata alle proprie radici contadine, dalle quali attingere il senso profondo di una secolare simbiosi dell’uomo con il territorio.Il territorio oggetto della mappa è quello storicamente definito dalla Giurisdizione di Ivano e dal pievado di Strigno. Del pievado facevano parte Ivano, Fracena, Strigno, Spera, Villa, Agnedo, Samone, Ospedaletto, Scurelle e Bieno. Sede del pievado (sorto circa all’inizio del ‘200) fu dapprima Castel Ivano con la sua chiesetta probabilmente privata; dal 1419 questa venne trasferita a Strigno, ormai divenuto centro amministrativo della zona e capoluogo della giurisdizione. Strigno, con Spera, Villa Agnedo e Ivano Fracena, dal 2016 fa parte del nuovo Comune di Castel Ivano.LEGENDACoe de ravo: abitanti di Bieno(anche Polenta seca ma balare, Bienàti)Pezarei: abitanti di Casetta, frazione di Bieno (anche Casetòti)Bògheli: abitanti di Samone(anche Samonàti)Rospi: abitanti dell’omonima contrada (cantòn) di SamonePorchi o ròdoli: abitanti di Spera, frazione di Castel Ivano (anche Speràti)Pàiti: abitanti di Strigno, frazione di Castel Ivano(anche Famai orbi, Strignàti)Cavìci: abitanti di Tomaselli, frazione di Castel Ivano (anche Tomaselàti)Vanàti: abitanti di Ivano, Ivano Fracena, frazione di Castel Ivano(anche Savoiardi)Gadèri: abitanti di Fracena, Ivano Fracena, frazione di Castel Ivano(anche Frazenàti)Muli: abitanti di Agnedo, Villa Agnedo, frazione di Castel Ivano (anche Gnesòti)Spirangolài: abitanti di Villa, Villa Agnedo, frazione di Castel Ivano (anche Spirangole, Tavàni, Liteganti, Vilàti)Brentaròi: abitanti di Oltrebrenta, Villa Agnedo, frazione di Castel IvanoGosèri: abitanti di Scurelle (anche Scurelàti)Rane gosi: abitanti di Ospedaletto (anche Ospedalòti)